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Un sabato in cucina

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Ieri pomeriggio mi venne una strana voglia di dolci, ma non  quella voglia di aprire la dispensa e iniziarne a mangiare fino a sentirti male, ma quella voglia di sentirne l’odore per casa, sulle mani . Il vero problema di casa mia è che oltre i vari sentimenti di simbiosi fra me e mia madre, ci sono anche queste voglie che arrivano contemporaneamente in entrambi i corpi. Il vero dramma è stato che mentre la mia era una voglia di dolci, la sua è stata una voglia di salato, dando vita al vero e proprio repertorio napoletano , iniziando dal classico “casatiello” o “tortano”, alle varie pizze fritte.

Quanto si sente amata una donna ,quando le fanno i complimenti per la sua cucina? Questo è quasi paragonabile a un ” ti vedo dimagrita”. In verità non è solo questo quello che ho acquisito ieri.

Anche la donna più dolce del mondo, quando si ritrova ad essere il capo chef della propria cucina, inizia a impartire ordini peggio di un comandante dell’esercito : prendimi l’olio, inizia ad accendere il forno, sono i più piccoli insignificanti esempi. Il vero problema però è ritrovarsi in un’unica cucina con ben due capo chef donne , che in più preparano cose completamente diverse. La battaglia inizia in silenzio, con pensieri del tipo ” i miei saranno i migliori..” , poi si passa ai piccoli ordini impartiti con una voce quasi indifferente ( lo so, che vuoi solo distrarmi), per concludere con piccoli e meschini consigli , tipo ” per me ci hai messo troppo zucchero”.

Morale della favola? Evita di cucinare con tua madre e tua nonna nella stessa cucina, perchè sai come inizi, ma non saprai mai come finisci.

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Il buongiorno si vede dal..

“Il buongiorno si vede dal mattino”, dicono. Alcuni buongiorno li vedi dalla notte prima. Ci sono notti in cui è difficile addormentarsi, ma è ancora più difficile alzarsi la mattina dal letto. Ti autoconvinci che appoggiando il piede sinistro, invece di quello destro, la giornata magari sarà diversa. Prima ancora di appoggiare il piede, ancora a letto, dal cellulare leggi il tuo oroscopo , pensando “vediamo un po’ come pensano che possa andare la mia giornata”. Dopo attente riflessioni e contraddizioni , decidi di poggiare il fatidico piede, apri la porta della stanza e come sempre ti ritrovi il cucciolotto che viene a farti le feste con l’intento di seguirti in bagno e con tua madre che puntualmente , ogni mattina, lo richiama alla calma e lo fa andare in cuccetta. Alcune volte mi viene il dubbio che mia madre abbia saputo fornire più educazione ai cani che ai figli. 

Ti dirigi in cucina . Sai qual’è la cosa più bella dell’ essere a casa propria la mattina? L’odore del caffè e del cibo che tua madre ha preparato con tre ore di anticipo. Lei ti augura il buongiorno, anche se sa che non la risponderai perchè la mattina non si ha proprio voglia di aprir bocca, nemmeno per essere educati. Prendi il tuo caffè, rifiuti la proposta di una buona colazione, che tua madre ti propone da circa vent’anni e vai in camera. Vestiti, lavati, prendi le chiavi di casa il cellulare e le sigarette, e urla ” vado a lavoro , ci vediamo dopo”. 

In alcune occasioni desidero un buongiorno diverso, non saprei nemmeno con quali dettagli, basta che sia diverso , però poi quando mi riprendo del tutto penso che infondo non ci sia nulla di male a ritrovare il cucciolo che mi fa le feste, la mamma che mi prepara il caffè e il mio telefono puntualmente con la batteria scarica ogni mattina. 


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Oggi , mentre ero a lavoro , mi è arrivata una chiamata di una voce strillante che mi diceva : ” Stè non ci crederesti mai, ma ho trovato dei voli per il giro completo della Spagna a meno di 150 euro”. Era il mio amico D.

Da lì è partito tutto un viaggio mentale di quand’ero piccola e andavo in vacanza con la mia famiglia. Ricordo che era il momento più atteso dell’anno, più del Natale, io e i miei fratelli amavamo il mare. Eravamo così euforici per la partenza che un mese prima , ci sedevamo sul letto e ci iniziavamo a raccontare cosa avremmo fatto quando saremmo arrivati. 

M. : ” Io farò un castello di sabbia enorme, però lo faccio davanti all’ombrellone di mamma se no po’ s’arrabbia se non mi vede più” 

L. ; ” Io mi farò spingere da papà contro le onde, sul canotto, e farò una tripla/quadrupla capriola mortale.”

Se ci ripenso mi vengono i brividi a quanto con il nostro piccolo corpo, riuscivamo a fare così tanti passi con la sola fantasia. 

Era il momento più atteso dell’anno perché , quando ritornavamo li, ci sentivamo quasi a casa di una nonna che, non vedevamo da tanto tempo, e che quindi ci viziava il doppio di quanto già normalmente i nonni fanno. La verità è che il campeggio non era un sogno solo per noi piccoli,  ricordo che anche i miei genitori avevano un’aria felice, un cuore leggero in quei giorni. 

Penso che esperienze del genere debbano viverle tutte le famiglie, penso e spero di poter portare i miei figli, se mai ne avrò.