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tocca e fuggi

Ci pensi a quante cose si danno per scontato? A quante volte , quotidianamente ci diciamo, per mancanza di tempo magari, “ti racconto domani” o “capirai piano piano, con il tempo” . C’è chi ha lo spirito giusto di vivere come quella massima che dice “vivi oggi come se fosse l’ultimo giorno” e chi invece non ci riflette. Io per esempio, non rifletto ne sull’ultimo giorno e non su oggi. Praticamente, mi domandavo, effettivamente c’è questo fantomatico “domani” ? Come si fa a dare per scontato che io domani possa avere voglia di sentire quello che , per mancanza di tempo , non sei riuscito a dirmi oggi. Mi domando , com’è che mi prometti che con il tempo capirò, se effettivamente non sai se io possa equilibrarmi con il tempo? 

Le persone comunemente hanno paura di non riuscire a vivere a tempo, io invece ho paura di ammazzare il tempo. Stranamente le cose ritornano a me , dopo anche lunghi anni di incessanti battaglie fra me , me e solamente me, ma solo quando la mia concentrazione si era spostata su qualche altro obbiettivo. 

La mia vita, mi sa tanto di “tocca e fuggi” , qualcosa mi tocca e sfugge , io lo tocco e quindi sfugge e quando mi ritocca, sto giocando a nascondino .

 


Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita: 
Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà. E per questo, bisognerà che tu la perdoni. 
Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla. 
Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano. 
Che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi. 
Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te. 
Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze. 
Che la pazienza richiede molta pratica. 
Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo. 
Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti 
Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto se stesso. 
Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse. 
Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso. 
Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari. 
Forse Dio vuole che incontriamo un po’ di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo. 
Quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi. 
La miglior specie d’amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti come se è stata la miglior conversazione mai avuta. 
È vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi. 
Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un’ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo. 
Non cercare le apparenze; possono ingannare. 
Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi. 
Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia. 
Trova quello che fa sorridere il tuo cuore. 
Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero! 
Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare. 
Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice. 
Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così. 
Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino. 
La felicità è ingannevole per quelli che piangono, quelli che fanno male, quelli che hanno provato, solo così possono apprezzare l’importanza delle persone che hanno toccato le loro vite. 
L’amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un the. 
Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e tuoi dolori. 
Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano. Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l’unico che sorride e ognuno intorno a te piange.

Ho imparato… 
Che ignorare i fatti non cambia i fatti. 
Ho imparato… Che quando vuoi vendicarti di qualcuno lasci solo che quel qualcuno continui a farti del male.
Ho imparato… Che l’amore, non il tempo guarisce le ferite. Ho imparato… Che il modo più facile per crescere come persona è circondarmi di persone più intelligenti di me. 
Ho imparato… Che quando serbi rancore e amarezza la felicità va da un’altra parte. 
Ho imparato… Che un sorriso è un modo economico per migliorare il tuo aspetto. 
Ho imparato… Che quando tuo figlio appena nato tiene il tuo dito nel suo piccolo pugno ti ha agganciato per la vita. 
Ho imparato… Che tutti vogliono vivere in cima alla montagna ma tutta la felicità e la crescita avvengono mentre la scali. 
Ho imparato… Che è meglio dare consigli solo in due circostanze: quando sono richiesti e quando ne dipende la vita. 
Ho imparato… Che la miglior aula del mondo è ai piedi di una persona anziana. 
Ho imparato… Che quando sei innamorato, si vede. 
Ho imparato… Che appena una persona mi dice, “mi hai reso felice! “, ti rende felice. 
Ho imparato… Che essere gentili è più importante dell’aver ragione. 
Ho imparato… Che non bisognerebbe mai dire no ad un dono fatto da un bambino. 
Ho imparato… Che posso sempre pregare per qualcuno, quando non ho la forza di aiutarlo in qualche altro modo. 
Ho imparato… Che non importa quanto la vita richieda che tu sia serio… Ognuno ha bisogno di un amico con cui divertirsi. 
Ho imparato… Che talvolta tutto ciò di cui uno ha bisogno è una mano da tenere ed un cuore da capire. 
Ho imparato… Che la vita è come un rotolo di carta igienica… Più ti avvicini alla fine, più velocemente va via. 
Ho imparato… Che dovremmo essere contenti per il fatto che Dio non ci dà tutto quel che gli chiediamo. 
Ho imparato… Che i soldi non possono acquistare la classe. 
Ho imparato… Che sono i piccoli avvenimenti giornalieri a fare la vita così spettacolare. 
Ho imparato… Che sotto il duro guscio di ognuno c’è qualcuno che vuole essere apprezzato e amato. 
Ho imparato… Che il signore non ha fatto tutto in un giorno solo. Cosa mi fa pensare che io potrei? 
Ho imparato… Che ogni persona che incontri merita d’essere salutata con un sorriso. 
Ho imparato… Che non c’è niente di più dolce che dormire coi tuoi bambini e sentire il loro respiro sulle tue guance. 
Ho imparato… Che nessuno è perfetto, fino a quando non te ne innamori. 
Ho imparato… Che la vita è dura, ma io sono più duro. 
Ho imparato… Che le opportunità non si perdono mai, qualcuno sfrutterà quelle che hai perso tu. Che desidererei aver detto una volta in più a mio padre che lo amavo, prima che se ne andasse. 
Ho imparato… Che ognuno dovrebbe rendere le proprie parole soffici e tenere, perché domani potrebbe doverle mangiare. Ho imparato… Che non posso scegliere come sentirmi, ma posso scegliere cosa fare con queste sensazioni. 

Lavora come se non avessi bisogno dei soldi 
ama come se nessuno ti avesse mai fatto soffrire 
balla come se nessuno ti stesse guardando 
canta come se nessuno ti stesse sentendo.

Paulo Coelho. 


Solo domande.

Apprendiamo che nella vita si nasce , si cresce e si muore. Per una questione umana , siamo però abituati a pensare che siano i nostri genitori ad assistere ai funerali dei nostri nonni, e che di conseguenza noi dovremmo assistere ai funerali dei nostri genitori. Com’è che la natura allora , improvvisamente decide di cambiare il suo corso? La ruota trova un ostacolo , si blocca e gira al contrario? Innaturale, e illogico , questi sono i termini che mi vengono a mente quando vedo un genitore che assiste al funerale della propria figlia di soli 18 anni. Mi dicono di aver fede, di credere che essa si ritrovi ora in un posto migliore, cerco di pensarlo, il mio animo si appacia un attimo, ma la rabbia ritorna subito. Quanti siamo davvero pronti ad accettare che un giorno all’altro moriremo? Mi domando ,ci fa più paura morire, o non riuscire a capire il quando questo avverrà? Dimmi dov’è il tuo Dio adesso, quando mi ritrovo un’amica di 18 anni che godeva di ottima saluta, morta per una leucemia fulminante improvvisa . Quali sono stati i disegni del tuo Dio, quando un’ottima famiglia si ritrova a saziare un vuoto incolmabile? Come si fa ad avere fede? 


Acidità

Finalmente ritrovo un po’ di tempo per scrivere. Queste giornate piene mi rendono stressata e felice nello stesso momento. Desidero un po’ di riposo ,ma nello stesso momento mi rendo conto che in verità la mia mente non vuole restare ferma. 

In questo periodo ho provato delle strane sensazioni e da circa vent’anni mi domando per cosa vale davvero la pena provarci? Molte persone restano ferite da gli strani incontri della vita e difficilmente riescono a dare occasioni ai successivi incontri , eventi , situazioni e per lo più persone. Pensavo che in verità fosse questo il mio problema, però c’era una un piccolo problema di base irrisolto, mi chiedevo come fosse possibile non dare più occasioni nonostante pensassi che in verità nessuno mi ha ferita fino al punto di negare la possibilità di conoscermi. Con alcune riflessioni , che si sono presentate a distanza di giorni, per il poco tempo e la troppa stanchezza, sono arrivata alla conclusione che molto probabilmente io non nego la possibilità agli altri di farmi conoscere, ma nego la possibilità a me stessa di donare qualcosa agli altri. Ho la cattiva abitudine (penso) , di farmi bastare ciò che ho, nonostante io sappia che non sia abbastanza. Sono così pigra, da farmi bastare quelle poche persone a me care, da non mischiarmi in situazioni amorose durature, da non cercare qualcosa di meglio, perchè si sa , c’è sempre qualcosa di meglio li fuori. 

Mi sono sentita quasi come se, non possa essere più in grado di far piacere la mia personalità. Ero in grado di rassicurare mille amici in una sola notte, ora ho il terrore di accumulare le loro sensazioni alle mie. Ero capace di provare un brivido solo guardando un bel paio di occhi azzurri , e ora cammino per strada di corsa con la testa abbassata. 

Sto iniziando ad odiare la mia acidità. 


Un sabato in cucina

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Ieri pomeriggio mi venne una strana voglia di dolci, ma non  quella voglia di aprire la dispensa e iniziarne a mangiare fino a sentirti male, ma quella voglia di sentirne l’odore per casa, sulle mani . Il vero problema di casa mia è che oltre i vari sentimenti di simbiosi fra me e mia madre, ci sono anche queste voglie che arrivano contemporaneamente in entrambi i corpi. Il vero dramma è stato che mentre la mia era una voglia di dolci, la sua è stata una voglia di salato, dando vita al vero e proprio repertorio napoletano , iniziando dal classico “casatiello” o “tortano”, alle varie pizze fritte.

Quanto si sente amata una donna ,quando le fanno i complimenti per la sua cucina? Questo è quasi paragonabile a un ” ti vedo dimagrita”. In verità non è solo questo quello che ho acquisito ieri.

Anche la donna più dolce del mondo, quando si ritrova ad essere il capo chef della propria cucina, inizia a impartire ordini peggio di un comandante dell’esercito : prendimi l’olio, inizia ad accendere il forno, sono i più piccoli insignificanti esempi. Il vero problema però è ritrovarsi in un’unica cucina con ben due capo chef donne , che in più preparano cose completamente diverse. La battaglia inizia in silenzio, con pensieri del tipo ” i miei saranno i migliori..” , poi si passa ai piccoli ordini impartiti con una voce quasi indifferente ( lo so, che vuoi solo distrarmi), per concludere con piccoli e meschini consigli , tipo ” per me ci hai messo troppo zucchero”.

Morale della favola? Evita di cucinare con tua madre e tua nonna nella stessa cucina, perchè sai come inizi, ma non saprai mai come finisci.


Il buongiorno si vede dal..

“Il buongiorno si vede dal mattino”, dicono. Alcuni buongiorno li vedi dalla notte prima. Ci sono notti in cui è difficile addormentarsi, ma è ancora più difficile alzarsi la mattina dal letto. Ti autoconvinci che appoggiando il piede sinistro, invece di quello destro, la giornata magari sarà diversa. Prima ancora di appoggiare il piede, ancora a letto, dal cellulare leggi il tuo oroscopo , pensando “vediamo un po’ come pensano che possa andare la mia giornata”. Dopo attente riflessioni e contraddizioni , decidi di poggiare il fatidico piede, apri la porta della stanza e come sempre ti ritrovi il cucciolotto che viene a farti le feste con l’intento di seguirti in bagno e con tua madre che puntualmente , ogni mattina, lo richiama alla calma e lo fa andare in cuccetta. Alcune volte mi viene il dubbio che mia madre abbia saputo fornire più educazione ai cani che ai figli. 

Ti dirigi in cucina . Sai qual’è la cosa più bella dell’ essere a casa propria la mattina? L’odore del caffè e del cibo che tua madre ha preparato con tre ore di anticipo. Lei ti augura il buongiorno, anche se sa che non la risponderai perchè la mattina non si ha proprio voglia di aprir bocca, nemmeno per essere educati. Prendi il tuo caffè, rifiuti la proposta di una buona colazione, che tua madre ti propone da circa vent’anni e vai in camera. Vestiti, lavati, prendi le chiavi di casa il cellulare e le sigarette, e urla ” vado a lavoro , ci vediamo dopo”. 

In alcune occasioni desidero un buongiorno diverso, non saprei nemmeno con quali dettagli, basta che sia diverso , però poi quando mi riprendo del tutto penso che infondo non ci sia nulla di male a ritrovare il cucciolo che mi fa le feste, la mamma che mi prepara il caffè e il mio telefono puntualmente con la batteria scarica ogni mattina. 


Esplosione imminente

Con un pò di ritardo ho avviato la lavatrice, già so che non riuscirò ad indossare ciò che voglio per stasera, perchè nemmeno un vero e proprio miracolo potrebbe far asciugare i panni nel giusto tempo. 

Rifletto a quanta ansia mi gira intorno. C’è un’ansia che ti viene procurata da pensieri negativi , dal tuo lato pessimista, dal vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, ma di lacrime. Non è questo il tipo di ansia però che è presente ora . C’è quella in cui ti ritrovi a guardarti intorno, ad aprire il frigorifero a starci tre minuti ad osservare tutto quello che contiene e richiuderlo, quasi come se aprire quella porta equivalesse ad aprire lo sportello del tuo cervello, quell’ansia che ti fa sbloccare il telefono per vedere che ore sono, bloccarlo, ma distrattamente aver dimenticato di averlo sbloccato solo per vedere l’orario, quindi un’azione senza successo. Io la definisco ansia da vuoto. Codesta è un’ansia che nasce proprio dal vuoto, dal nulla, da una notizia da attendere, da una domanda da dover fare e che si sa che non farai. Assurdo quanti pensieri possono circolare in un cervello in un secondo. Per una questione di proporzioni si dice che la formica è l’essere più forte al mondo. Io penso che l’essere più forte al mondo sia il cervello umano. Vi rendete conto del peso che deve sopportare un cervello ogni giorno? Ci pensate che esistono emozioni umane che molto probabilmente non hanno ancora un nome , ma che intanto il nostro cervello percepisce? 

Ecco ora la mia testa , ad esempio , sta per scoppiare tra  quattro, tre , due…