Archivi del mese: febbraio 2014

Acidità

Finalmente ritrovo un po’ di tempo per scrivere. Queste giornate piene mi rendono stressata e felice nello stesso momento. Desidero un po’ di riposo ,ma nello stesso momento mi rendo conto che in verità la mia mente non vuole restare ferma. 

In questo periodo ho provato delle strane sensazioni e da circa vent’anni mi domando per cosa vale davvero la pena provarci? Molte persone restano ferite da gli strani incontri della vita e difficilmente riescono a dare occasioni ai successivi incontri , eventi , situazioni e per lo più persone. Pensavo che in verità fosse questo il mio problema, però c’era una un piccolo problema di base irrisolto, mi chiedevo come fosse possibile non dare più occasioni nonostante pensassi che in verità nessuno mi ha ferita fino al punto di negare la possibilità di conoscermi. Con alcune riflessioni , che si sono presentate a distanza di giorni, per il poco tempo e la troppa stanchezza, sono arrivata alla conclusione che molto probabilmente io non nego la possibilità agli altri di farmi conoscere, ma nego la possibilità a me stessa di donare qualcosa agli altri. Ho la cattiva abitudine (penso) , di farmi bastare ciò che ho, nonostante io sappia che non sia abbastanza. Sono così pigra, da farmi bastare quelle poche persone a me care, da non mischiarmi in situazioni amorose durature, da non cercare qualcosa di meglio, perchè si sa , c’è sempre qualcosa di meglio li fuori. 

Mi sono sentita quasi come se, non possa essere più in grado di far piacere la mia personalità. Ero in grado di rassicurare mille amici in una sola notte, ora ho il terrore di accumulare le loro sensazioni alle mie. Ero capace di provare un brivido solo guardando un bel paio di occhi azzurri , e ora cammino per strada di corsa con la testa abbassata. 

Sto iniziando ad odiare la mia acidità. 


Un sabato in cucina

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Ieri pomeriggio mi venne una strana voglia di dolci, ma non  quella voglia di aprire la dispensa e iniziarne a mangiare fino a sentirti male, ma quella voglia di sentirne l’odore per casa, sulle mani . Il vero problema di casa mia è che oltre i vari sentimenti di simbiosi fra me e mia madre, ci sono anche queste voglie che arrivano contemporaneamente in entrambi i corpi. Il vero dramma è stato che mentre la mia era una voglia di dolci, la sua è stata una voglia di salato, dando vita al vero e proprio repertorio napoletano , iniziando dal classico “casatiello” o “tortano”, alle varie pizze fritte.

Quanto si sente amata una donna ,quando le fanno i complimenti per la sua cucina? Questo è quasi paragonabile a un ” ti vedo dimagrita”. In verità non è solo questo quello che ho acquisito ieri.

Anche la donna più dolce del mondo, quando si ritrova ad essere il capo chef della propria cucina, inizia a impartire ordini peggio di un comandante dell’esercito : prendimi l’olio, inizia ad accendere il forno, sono i più piccoli insignificanti esempi. Il vero problema però è ritrovarsi in un’unica cucina con ben due capo chef donne , che in più preparano cose completamente diverse. La battaglia inizia in silenzio, con pensieri del tipo ” i miei saranno i migliori..” , poi si passa ai piccoli ordini impartiti con una voce quasi indifferente ( lo so, che vuoi solo distrarmi), per concludere con piccoli e meschini consigli , tipo ” per me ci hai messo troppo zucchero”.

Morale della favola? Evita di cucinare con tua madre e tua nonna nella stessa cucina, perchè sai come inizi, ma non saprai mai come finisci.


Il buongiorno si vede dal..

“Il buongiorno si vede dal mattino”, dicono. Alcuni buongiorno li vedi dalla notte prima. Ci sono notti in cui è difficile addormentarsi, ma è ancora più difficile alzarsi la mattina dal letto. Ti autoconvinci che appoggiando il piede sinistro, invece di quello destro, la giornata magari sarà diversa. Prima ancora di appoggiare il piede, ancora a letto, dal cellulare leggi il tuo oroscopo , pensando “vediamo un po’ come pensano che possa andare la mia giornata”. Dopo attente riflessioni e contraddizioni , decidi di poggiare il fatidico piede, apri la porta della stanza e come sempre ti ritrovi il cucciolotto che viene a farti le feste con l’intento di seguirti in bagno e con tua madre che puntualmente , ogni mattina, lo richiama alla calma e lo fa andare in cuccetta. Alcune volte mi viene il dubbio che mia madre abbia saputo fornire più educazione ai cani che ai figli. 

Ti dirigi in cucina . Sai qual’è la cosa più bella dell’ essere a casa propria la mattina? L’odore del caffè e del cibo che tua madre ha preparato con tre ore di anticipo. Lei ti augura il buongiorno, anche se sa che non la risponderai perchè la mattina non si ha proprio voglia di aprir bocca, nemmeno per essere educati. Prendi il tuo caffè, rifiuti la proposta di una buona colazione, che tua madre ti propone da circa vent’anni e vai in camera. Vestiti, lavati, prendi le chiavi di casa il cellulare e le sigarette, e urla ” vado a lavoro , ci vediamo dopo”. 

In alcune occasioni desidero un buongiorno diverso, non saprei nemmeno con quali dettagli, basta che sia diverso , però poi quando mi riprendo del tutto penso che infondo non ci sia nulla di male a ritrovare il cucciolo che mi fa le feste, la mamma che mi prepara il caffè e il mio telefono puntualmente con la batteria scarica ogni mattina. 


Esplosione imminente

Con un pò di ritardo ho avviato la lavatrice, già so che non riuscirò ad indossare ciò che voglio per stasera, perchè nemmeno un vero e proprio miracolo potrebbe far asciugare i panni nel giusto tempo. 

Rifletto a quanta ansia mi gira intorno. C’è un’ansia che ti viene procurata da pensieri negativi , dal tuo lato pessimista, dal vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, ma di lacrime. Non è questo il tipo di ansia però che è presente ora . C’è quella in cui ti ritrovi a guardarti intorno, ad aprire il frigorifero a starci tre minuti ad osservare tutto quello che contiene e richiuderlo, quasi come se aprire quella porta equivalesse ad aprire lo sportello del tuo cervello, quell’ansia che ti fa sbloccare il telefono per vedere che ore sono, bloccarlo, ma distrattamente aver dimenticato di averlo sbloccato solo per vedere l’orario, quindi un’azione senza successo. Io la definisco ansia da vuoto. Codesta è un’ansia che nasce proprio dal vuoto, dal nulla, da una notizia da attendere, da una domanda da dover fare e che si sa che non farai. Assurdo quanti pensieri possono circolare in un cervello in un secondo. Per una questione di proporzioni si dice che la formica è l’essere più forte al mondo. Io penso che l’essere più forte al mondo sia il cervello umano. Vi rendete conto del peso che deve sopportare un cervello ogni giorno? Ci pensate che esistono emozioni umane che molto probabilmente non hanno ancora un nome , ma che intanto il nostro cervello percepisce? 

Ecco ora la mia testa , ad esempio , sta per scoppiare tra  quattro, tre , due…