Archivi del mese: gennaio 2014

Vita

Decidemmo di scendere in centro. Amo Napoli di sera, trovi sempre qualche cosa simpatica per la città. Sono stata male con lo stomaco per due settimane, quindi era scontato che avrei voluto divorarmi una super mega pizza calda , e così è stato. La gioia che può trasmetterti una buona pizza e quasi pari ad un donna che riesce a trovare il giusto vestito, del colore perfetto, per l’occasione perfetta, in saldi. 

Non c’è cosa però, che ti faccia stare meglio dell’amicizia. Ho sempre amato quelle serate tranquille a passeggiare e a ridere per le ambiguità della mia città, prendere un caffè e restare a parlare dei film che assolutamente si devono vedere nella vita, e fumare una sigaretta ipotizzando il viaggio dell’estate 2014. 

Amo farlo anche quando fa freddo e dobbiamo stare in un bar all’aperto perchè siamo tutti fumatori, anche quando quel giorno non ho proprio voglia di uscire, per poi tornare a casa e rendermi conto che ho fatto bene ad impormi di andare a fare un giro, che non fa mai male. Amo anche quando c’è qualche discussione per il mezzo e si sa che quella sera si passerà a discutere di un unico e inutile argomento. Io amo vedere le stesse facce di sempre , sedute al bar a ridere. C’è quel qualcosa nell’amicizia , che per quanto possa essere brutto un posto, per quanto si possa mangiare male, e per quanto possano farti male le scarpe che hai deciso di indossare, che ti mette sempre un minimo di buon umore. 

Amo sentire le stesse risate di sempre, perchè chi ti fa sorridere ti salva la vita senza saperlo. 


7 giorni.

Sono chiusa in casa da esattamente 7 giorni. Maledetta influenza. 

I primi giorni della settimana scorsa, avevo deciso di iniziare una dieta, giusto per iniziare bene l’anno, anche se con qualche settimana di ritardo. Il mio corpo in quei giorni ha conosciuto petto di pollo cucinato sulla piastra e insalata, ma mi facevo forza con il pensiero, rassicurandomi che almeno sabato avrei mangiato la mia deliziosa pizza, alla solita pizzeria. Sogno distrutto , 3 giorni dopo. Da Mercoledì , dopo aver trascorso un’intera giornata a lavoro , inizia a sentire qualche brivido di freddo.

“Sarà la stanchezza ” mi ripetevo, “sicuramente è stanchezza”, mi autoconvincevo . 

Il giorno seguente mi svegliai con 38 di febbre e da lì è iniziata la settimana più angosciosa dell’anno. Un’intera settimana , 24 ore su 24, per 7 giorni, con la mia influenza e con mia madre in panico. Sono allergica a tutto ciò che contiene aspirina, quindi immaginate il campo ristretto di medicinali, che il mio corpo può assumere. Io sono contro i medicinali a priori. 

Le mie giornate iniziavano le 3 del mattino , quando mia madre mi svegliava per misurarmi la febbre. 

“Vabbè, almeno sarà delicata quando lo farà” , mi dicevo la sera prima di andare a dormire, e invece no, perchè oltre la misurazione della febbre, alle 3 del mattino c’era la solita conversazione:

M : Come ti senti?

Io : Bene!

M: Sei sicura? O me lo dici per farmene andare?

Io : Sto bene, buonanotte. 

M: Vabene, se ti senti male chiamami, buonanotte. 

…silenzio…

M : Hai capito?

…silenzio…

M : Buonanotte , antipatica. 

La amo quando sono malata, mi riempie di attenzioni e di coccole, ma alcune volte proprio non capisce che l’unico rimedio è dormire. 


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  “Chiudi gli occhi e immagina una gioia… molto probabilmente , penseresti ad una partenza!”


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Oggi , mentre ero a lavoro , mi è arrivata una chiamata di una voce strillante che mi diceva : ” Stè non ci crederesti mai, ma ho trovato dei voli per il giro completo della Spagna a meno di 150 euro”. Era il mio amico D.

Da lì è partito tutto un viaggio mentale di quand’ero piccola e andavo in vacanza con la mia famiglia. Ricordo che era il momento più atteso dell’anno, più del Natale, io e i miei fratelli amavamo il mare. Eravamo così euforici per la partenza che un mese prima , ci sedevamo sul letto e ci iniziavamo a raccontare cosa avremmo fatto quando saremmo arrivati. 

M. : ” Io farò un castello di sabbia enorme, però lo faccio davanti all’ombrellone di mamma se no po’ s’arrabbia se non mi vede più” 

L. ; ” Io mi farò spingere da papà contro le onde, sul canotto, e farò una tripla/quadrupla capriola mortale.”

Se ci ripenso mi vengono i brividi a quanto con il nostro piccolo corpo, riuscivamo a fare così tanti passi con la sola fantasia. 

Era il momento più atteso dell’anno perché , quando ritornavamo li, ci sentivamo quasi a casa di una nonna che, non vedevamo da tanto tempo, e che quindi ci viziava il doppio di quanto già normalmente i nonni fanno. La verità è che il campeggio non era un sogno solo per noi piccoli,  ricordo che anche i miei genitori avevano un’aria felice, un cuore leggero in quei giorni. 

Penso che esperienze del genere debbano viverle tutte le famiglie, penso e spero di poter portare i miei figli, se mai ne avrò. 


Nonostante tutto.

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Guardo con quanta forza ancora riesce ad andare avanti, nonostante tutto.

Non esiste un manuale per “il buon genitore” eppure loro sembrano quasi sempre qual’è la cosa giusta da fare. Riesce a capire il mio cattivo umore ascoltando la mia voce al telefono, capisce che combinerò un guaio ancor prima che lo faccia sul serio. Si! L’ho sempre pensato che mia madre avesse qualche super potere, leggere nella mente, prevedere nel futuro, è sempre stata una strega. Lo so. 

Non sempre riusciamo a cogliere i motivi delle loro decisioni, io difficilmente riesco a capire i suoi atteggiamenti, eppure a distanza di tempo mi ritrovo quasi sempre a darle ragione. 

Da piccola mi faceva arrabbiare immensamente quando mi diceva che una determinata amicizia non era adatta a me, lei che mi aveva sempre insegnato che non bisognava giudicare una persona su due piedi, che bisognava conoscerle, viverle le persone. Intanto ci indovinava sempre.

Mi ha sempre regalato la mia indipendenza, non mi ha mai fatto “pesare” la mia età, non sono mai stata abituata a parole tipo ” sei troppo piccola per..” , mi ha sempre lasciato scegliere, dopo attenti e giusti pareri, ma mi ha sempre detto che la vita era mia. In certe occasioni sono arrivata ad odiarla. Vedevo la vita dei miei amici , dove i genitori sceglievano tutto, anche il tipo di scuola da frequentare e all’epoca mi veniva da pensare : beati loro che non sanno ancora il significato e il peso della parola “scelta” . Quasi non mi sentivo considerata.

Mi ha sempre chiamato cenerentola, ma non perchè io sia una principessa, ma per il mio modo di sentirmi sempre vittima. La amo quando me lo dice, mi riempie il cuore, perchè mi prende forte, mi dice quello che pensa e non ha paura che io possa offendermi.

Mi da una mano a rialzarmi, quando è lei quella che sta più male, mi aiuta con le mie cose, quando è indaffaratissima , mi prepara il pranzo anche quando non ha fame.